ABUSO DI PROFESSIONE. SENTENZE COUNSELING

 
SITO DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA BASILICATA:   http://www.ordpsicobas.it/

 

SITO DEL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA PUGLIA:   http://www.psicologipuglia.it/

 

SITO DELL'ORDINE NAZIONALE DEGLI PSICOLOGI:      http://www.psy.it/

 

 

DI SEGUITO ARTICOLI CHE SEGNALANO LE CONDANNE PER COLORO CHE HANNO ESERCITATO ABUSIVAMENTE, LA PROFESSIONE DI PSICOLOGO O DI PSICOTERAPEUTA :
 
 
 http://www.anmvioggi.it/rubriche/parlamento/56890-inasprimento-delle-pene-per-l-abuso-di-professione.html
 
http://www.orientamento.it/orientamento/6z.htm
 
http://www.ilmetapontino.it/rubriche/legale/2492-danni-alla-salute-collettiva-derivanti-dallesercizio-abusivo-della-professione-medica.html
 
http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2011/07/15/news/condannata-a-due-mesi-psicologa-abusiva-1.2588634
 
 
http://www.sassilive.it/cronaca/giudiziaria/falso-psicologo-a-matera-denunciato-dalla-guardia-di-finanza/
 
 
 
PER LA TUTELA DELL'UTENZA.
 
CHI VENISSE A CONOSCENZA DI PERSONE NON LAUREATE IN PSICOLOGIA, NON ISCRITTE ALL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI E CHE NON HANNO L'ABILITAZIONE, CHE USANO METODI (COLLOQUIO CLINICO, ANALISI PSICOLOGICA, DIAGNOSI, ECC.) O STRUMENTI (TEST CHE VALUTANO L''AMBITO PSICOLOGICO, IPNOSI, BIOFEEDBACK, TRAINING AUTOGENO, ECC.) DI ESCLUSIVA COMPETENZA DELLA PROFESSIONE DI PSICOLOGO E DI PSICOTERAPEUTA ABILITATI, (LAUREATI IN PSICOLOGIA, O SPECIALIZZATI IN PSICOTERAPIA), E' INVITATO A SEGNALARE TALE SITUAZIONE  O ALL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA REGIONE, O ALL'ORDINE NAZIONALE DEGLI PSICOLOGI. L'IMPORTANZA DI CIO' STA NEL DOVERE TUTELARE  L'UTENZA DAI DANNI CHE QUESTI ABUSI POSSONO ARRECARE, DANNI CHE SI EVIDENZIANO NEL TEMPO. SI TRATTA DI UN VERO E PROPRIO ABUSO DI PROFESSIONE SE SI CONSIDERA CHE PER ESERCITARE LA PROFESSIONE DI PSICOLOGO OCCORRONO CIRCA 6 ANNI ( LAUREA IN PSICOLOGIA, 5 ANNI, 1 ANNO DI TIROCINIO, ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE,  PER LA QUALE E' NECESSARIO SUPERARE L'ESAME DI STATO PER ISCRIVERSI ALL'ALBO PROESSIONALE DEGLI PSICOLOGI). ULTERIORI 4 ANNI DI STUDIO SONO NECESSARI PER LA SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA.
 
I LINK PER SEGNALARE TALI ABUSI SONO SOPRA EVIDENZIATI, GRAZIE.
 
 
 

Clamorosa indagine contro gli pseudo-psicoterapeuti

 

Posted by Lorita Tinelli on 1 gennaio 2014 Posted in Traduzioni  | Tagged With: abuso della professione, ciarlatani, lorita tinelli, manipolazione mentale, ordine psicologi, ordine psicologi quebec, prevenzione abuso, Rose- Marie Charest, tutela della professione, tutela vittime | 1 Comment

 

L’Ordine degli Psicologi del Quebec è inondato di richieste di aiuto a seguito della denuncia dei danni causati dagli pseudo-psicoterapeuti in un programma televisivo.

   

Negli ultimi due mesi 100 nuovi casi sono stati segnalati all’Ordine, tre volte più del solito, per un periodo di uguale lunghezza. Questa esplosione ha superato tutte le aspettative del Presidente dell’Ordine, Rose- Marie Charest. “L’impatto è evidente. Siamo riusciti a convincere la gente a mettere in discussione la competenza delle persone che li visitano“, ha riferito con entusiasmo.

   

Rose- Marie Charest

 

La campagna intitolata “Non permettere a nessuno di entrare nella tua testa“  presenta un uomo goffo che rompe violentemente  e con nonchalance il contenuto di scaffali pieni di porcellana.

 

Non si può praticare la psicoterapia senza autorizzazione, questa attività è considerata “ad alto rischio“.  Il permesso è dato solo a pochi psicologi ed altri tecnici della salute mentale opportunamente formati. Tuttavia decine di amatori e ciarlatani continuano ad esercitare impunemente.

  

Gli investigatori

 

Nel mese di ottobre  300 pseudo-psicoterapeuti erano nel mirino dell’Ordine. Ora sono 400, di cui dai 40 agli 80 sono casi gravi che richiedono “misure forti ” e il supporto di nuovi investigatori. “Abbiamo dovuto formarli e mostrare loro come a mimare una persona in difficoltà , per dimostrare a cosa può andare in contro una persona malata che si relaziona ad un falso terapeuta“, spiega la Dottoressa Charest.

 

I nostri investigatori sono scioccati nel vedere come alcuni di essi si mostrano convincenti“, ha detto. “Essi scoprono che non è tanto il denaro che motiva queste persone, quanto il potere, il desiderio di esercitare la propria influenza sugli altri “.

 

Le indagini sono lunghe e costose, il primo procedimento penale non sarà probabilmente aperto prima di un paio di mesi.  Già dal 2012  l’Ordine degli Psicologi e quello dei Medici si lamentano di essere sopraffatti dalle richieste di aiuto  e chiedono l’assistenza del governo del Québec.

 

Nel frattempo  gli investigatori danno priorità ai casi “più inquietanti“, riferisce la signora Charest. “Se un giudice non impedisce ad alcune persone di esercitare quando i nostri ricercatori riportano loro quello che essi fanno, la legge non serve. Essa deve essere applicata“, dice.

 

Certo, le conseguenze di cattive terapie possono essere terribili. Nella  nostra indagine su larga scala  “Guru inc.”, pubblicata nel 2012, le vittime ci hanno raccontato di  come  i ciarlatani li avevano spinti sull’orlo del precipizio. Alcuni sono stati successivamente ammoniti dal Collegio degli Psicologi.

 

Annuario

 

Per aiutare il pubblico a navigare, l’Ordine ha aperto una directory sul sito votretête.ca. Essa indica chi è autorizzato a praticare e chi invece dovrebbero destare sospetti (in quanto promette risultati certi, parla di cosiddetti “poteri”, ecc.)

 

fonte: http://www.lapresse.ca/actualites/justice-et-affaires-criminelles/affaires-criminelles/201312/20/01-4722763-explosion-denquetes-contre-les-pseudo-psychotherapeutes.php

 

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 Traduzione di Lorita Tinelli

 

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

 

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 
Nicola Piccinini: http://nicolapiccinini.it/psicologo/counselor/
 
 

Vinta una battaglia storica!

Pubblicato da Felice Torricelli il 11/09/2011 nella categoria Tutela dei confini professionali
 Da sempre AP sostiene che non è corretto formare psicoterapeuti, per i quali è previsto un lungo, impegnativo e costoso percorso e, contemporaneamente, consentire la formazione e l’ingresso nel mercato dei cosiddetti counselor che tale percorso non rispettano. Ora, finalmente, una sentenza [scarica pdf] del Tribunale di Milano – resa possibile dalla resistenza dell’Ordine della Lombardia, guidato da AltraPsicologia – chiarisce una volta per tutte la situazione: non solo tale prassi non è corretta ma crea i presupposti per la sussistenza di un reato!
I Giudici, infatti, scrivono che l’insegnamento dell’uso degli strumenti di conoscenza ed intervento in campo psicologico a persone estranee alla professione equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione!
Il tribunale di Milano ha depositato di recente questa preziosa sentenza sul ricorso presentato da scuole e associazioni che formano o rappresentano Counselor contro alcune delibere dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia con le quali si ribadisce la piena applicabilità dell’art. 21 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani *.
L’articolo 21 è una disposizione cruciale perché dà agli Ordini gli strumenti per perseguire chi, da Psicologo, forma all’utilizzo di strumenti operativi e conoscitivi propri della nostra professione persone che non hanno né seguito il corso di studi universitari né superato l’Esame di Stato. Ciò, lo abbiamo più volte sostenuto nei nostri interventi pubblici e viene riportato in sentenza, riteniamo accada per i counselor e per altre pseudo-professioni.
L’approvazione della delibera milanese sull’art. 21 si è resa necessaria giacché la legittimità di questa disposizione è stata a volte messa in dubbio, prima di oggi: a detta di qualcuno avrebbe potuto violare il sacrosanto principio costituzionale della libertà di insegnamento.
Ora, finalmente, i giudici chiariscono fino in fondo che così non è: l’articolo 21 tutela gli utenti dall’uso sconsiderato di strumenti psicologici e garantisce l’efficacia degli interventi. E sarebbe grave non applicarlo perché si consentirebbe ad una professione non riconosciuta come quella dei cosiddetti counselor di esercitare attività da Psicologi.
Viene confermata in pieno la posizione di AltraPsicologia, fatta propria dall’attuale consigliatura dell’Ordine lombardo nella sua complessiva azione di tutela e sostegno della professione.
Il giudizio che ha dato adito a questa sentenza, davvero storica, è stato prodotto grazie alla intransigente azione di tutela della professione condotta dai rappresentanti di AltraPsicologia nell’Ordine della Lombardia con tutta una serie di iniziative concrete. Soprattutto il richiamo per la qualità della formazione specialistica operato con il varo della Carta Etica per le Scuole di Psicoterapia trova oggi un autorevole riscontro formale. Ora qualcosa dovrà cambiare.
Al presidente Grimoldi e a tutti i colleghi consiglieri dell’Ordine della Lombardia – che con le loro decise prese di posizione hanno reso possibile questo chiarimento, auspicato da almeno 20 anni ma sempre evitato degli altri Ordini regionali e dal Consiglio Nazionale – va, oggi, la gratitudine della nostra Associazione e dell’intera Psicologia italiana.
Per AltraPsicologia
Il Presidente
Felice Damiano Torricelli
Qui di seguito il Comunicato dell’Ordine della Lombardia e i link per approfondire:
Clamorosa sentenza per la Psicologia: Il pensiero è libero ma non l’esercizio di una professione!
Ricordate la battaglia legale intentata contro OPL? (Leggi qui la cronistoria aggiornata dei fatti)
OPL, e con noi la Psicologia tutta, ha vinto il ricorso con la sentenza 10289/2011 che non esitiamo a definire “storica”.
Citiamo direttamente due passi della sentenza:
“Sarebbe davvero grave se si insegnasse ai terzi l’uso degli strumenti conoscitivi, in un ambito professionale come quello riservato allo Psicologo che richiede, se possibile, una sensibilità ancora maggiore, trattandosi della personalità di ciascun individuo e la necessità di un lavoro di ristrutturazione dell’intimo e di riorganizzazione del sistema cognitivo-emotivo.”
E ancora:
“deve convenirsi con la difesa del resistente che l’insegnamento dell’uso degli strumenti a persone estranee equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione, ciò che la legge e il codice deontologico (art. 9) tutelano direttamente prescrivendo comportamenti attivi per impedirlo.”
Ma la sentenza è entrata ancora di più nel merito della questione, ponendo finalmente uno spartiacque che difficilmente da ora in avanti potrà essere scavalcato.
Per capire in profondità cosa è successo e cosa da oggi cambierà nel panorama della Psicologia, leggi qui, punto per punto, la sentenza commentata dal Presidente OPL.
 
 

28 giugno 2012

  

Conferma in appello per la storica sentenza sul counseling.

 

La vicenda è nota: un gruppo di associazioni con interessi nella formazione al counselling psicologico ha intentato una causa contro l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, per una delibera che riaffermava che insegnare tecniche psicologiche a non psicologi è una grave violazione deontologica.

Al primo grado di giudizio, il tribunale diede ragione all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, riconosciuto nella piena legittimità giuridica di deliberare in merito ad una materia, come quella dell’abusivismo professionale, di cui è suo compito occuparsi.  La vicenda non è finita lì. Non soddisfatti, i promotori dell’azione legale hanno deciso di appellarsi contro la prima sentenza, e si è giunti così al secondo grado di giudizio, che ha confermato le conclusioni del primo e condannato i ricorrenti a rifondere all’Ordine Psicologi Lombardia tutte le spese legali sostenute, per circa 5000 euro (primo grado) e 7500 euro (appello).

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Cosa dicono le sentenze. La posizione di AltraPsicologia sul tema è già stata esplicitata più volte, non ultima qui.

 

La sentenza 16562/16 della Corte Suprema e la 13020/2015 del TAR del Lazio non lasciano scampo ad equivoci: il counseling è un’attività tipica della professione di psicologo, tutti gli altri commettono abuso di professione. Gli articoli citati sviscerano davvero bene la questione e, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di leggerli, ma se non avete tempo in questo istante la questione si può riassumere citando direttamente la sentenza della Corte Suprema:

 

non deve per forza essere presente un disturbo psicologico franco ma è sufficiente che il cliente richieda di intervenire sulle conseguenze emotive dovute a qualche elemento esterno/oggettivo.

 

E ancora:

 

Interventi basati su sedute fondate sul dialogo nei quali si guida la persona indicando rimedi per prevenire o guarire il disagio come sopra descritto sono sovrapponibile agli interventi dello psicologo.

 

Tutela Della Professione

 30/11/2010

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 Mauro Grimoldi nominato responsabile nazionale per la Tutela della Professione  

 

Il CNOP ha nominato il presidente OPL Mauro Grimoldi  responsabile del Gruppo Nazionale di Tutela della Professione e della Qualità della Formazione in Psicoterapia. 
 

Presidente Grimoldi, come intende impostare la sua attività per tutelare la professione di psicologo? 
 
Premesso che la tutela della professione è il compito istituzionale principale dell'’Ordine degli Psicologi, la nostra legge istitutiva 56/89 ci impone innanzitutto di prevenire e combattere i  casi di abusivismo professionale di cui veniamo a conoscenza. In questo ambito possiamo agire grazie agli strumenti che ci mettono a disposizione il Codice Penale e il nostro Codice Deontologico. Un problema degli ultimi anni è che la nostra professione viene circondata da una serie di attività “affini”, dai pedagogisti clinici ai counsellor, che molto spesso si sovrappongono in maniera confusa agli psicologi, rendendo difficile difendere i confini a noi propri. La formazione a questi soggetti sulle tecniche proprie della psicologia e della psicoterapia viene, tristemente, passata loro da nostri colleghi. 
 
Pertanto, ritengo opportuno che – come già succede a livello di Regione Lombardia – anche a livello nazionale si agisca su tre fronti che sono quello di: 1. combattere l'’abusivismo; 2. agire diffusamente a livello culturale ed informativo, in sinergia con tutti gli Ordini Regionali e con le Scuole di Psicoterapia; 3. Promuovere il counseling come "soft skill" psicologico e la formazione in counselling degli psicologi a livello universitario e post lauream. 
 
 
Ci spiega meglio le tre attività su cui si fonderà il suo  lavoro? 
 
La base per sostenere una migliore lotta all'’abusivismo anche a livello nazionale prevede di mettere in comune le banche dati e le informazioni dei vari Ordini regionali riguardanti le sentenze deontologiche e penali, condividere un modo di agire di fronte alla segnalazione di esercizio abusivo, ma anche e prima di queste azioni "forti" di formare i colleghi sull'abusivismo, di offrire una comunicazione sempre efficace e chiara su quello che l'Ordine si aspetta a livello di formazione riservata, di stimolare la "buona" formazione.   
 

E per quanto riguarda le Scuole di Psicoterapia? 
 
Le Scuole di Psicoterapia devono mantenere un alto profilo di contenuti e di eticità nei rapporti con lo psicologo in formazione. In particolare, abbiamo preparato un documento che abbiamo chiamato “Carta etica per le Scuole di Psicoterapia” che invieremo alle oltre 300 scuole italiane chiedendo loro di sottoscriverlo liberamente.  Ci sono evidenziate delle buone prassi approvate dal Consiglio dell'Ordine. Evidenzio in questo documento un articolo fondamentale nel quale si prende l'impegno a non organizzare corsi che insegnino strumenti o tecniche peculiari della professione psicologica (colloquio psicologico, test, assessment, ecc.) ad allievi privi dell’'abilitazione all'esercizio professione di Psicologo e/o Medico. E' una scelta di rinuncia ad un facile guadagno, che però, in omaggio alla deontologia è già il comportamento spontaneo di tre quarti delle Scuole. Dal punto di vista della tutela, sulla libera adesione a delle proposte che riconoscono la qualità e l'eticità dei comportamenti si basa la mia attività nazionale. Certo non è sulla caccia alle streghe che si costruisce un'attività di tutela efficace. 
 

Gli psicologi vanno formati nel counselling? 
 
Counseling è un modo nuovo per chiamare qualcosa di vecchio, qualcosa che dovrebbe essere ben noto a ogni psicologo di formazione clinica. Come professione al di fuori della psicologia, nel nostro paese semplicemente non esiste; noi abbiamo lo psicologo di sostegno, che, se ci sembra più a la page, possiamo benissimo chiamare counselor. E' vero che purtroppo non sempre chi insegna in Università trasmette queste competenze, specie se non svolge una propria attività professionale clinica. E' importante invece che l'Università includa delle competenze su cui si costruisce la base della professione psicologica: io lo chiamo, alla vecchia maniera, sostegno psicologico, oggi "counseling". Quando questa preparazione manca, proliferano le scuole private che svolgono nel post-lauream una vera e propria funzione di integrazione alla preparazione dello psicologo clinico. Purtroppo, per ragioni economiche, spesso in tempo di crisi affiancano a tale offerta una seconda proposta, pericolosissima per gli utenti finali e per i colleghi psicologi, una formazione aperta a tutti, che risponde alla domanda di quella parte ampia di popolazione che cova un "desiderio debole" di psicologia. Sono quelli che quando si presentano  ci ci dicono: "anche io avrei voluto fare lo psicologo, però..." Questi rischiano, oggi, di sentirsi dotati di un "patentino" che si sostituisce ai sei anni e mezzo di preparazione che serve a costruire uno psicologo degno di questo nome.

 


 

Segnalare Abuso professionale               ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA LOMBARDIA

 

 

 

Tutela la qualità della professione

 

 

 

Contribuisci attivamente per mantenere alto il livello qualitativo dei nostri interventi professionali, e segnala attraverso un modulo semplice e di immediata compilazione tutti i casi di esercizio abusivo di professione psicologica.

 

 Se vuoi sapere quali criteri seguire per segnalare correttamente i casi di abuso, consulta questo articolo. Puoi inoltre consultare qui il depliant predisposto dall'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna  

 

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 14/03/2011 Giornale di Lecco Pag.3

  IL CASO

 

 Si definisce sessuologia e psicoterapeuta, ma è un'abusiva

 

 Nada Starcevic ha uno studio in città e per due anni ha collaborato con la parrocchia. «Non devo avere l'abilitazione. Se si chiama libera professione è proprio perché sono libera di aprire un mio studio: l'importante è pagare le tasse (grf) Si presenta ai pazienti come psicoterapeuta e ses-suologa; sostiene di curare depressione, ansia, stress e disfunzioni sessuali. Compare sui giornali come esperta di psicologia e per due anni è stata a fianco di monsignor Franco Cec-chin nell'organizzazione e nella docenza dei corsi di teologia e psicologia che il prevosto propone a par-rocchiani e cittadini. E questo ha rassicurato molti lecchesi che si sono rivolti a lei per essere consigliati e curati. Ma Nada Starcevic, che ha lo studio in via Leonardo da Vinci 10 in città e opera, almeno quanto dichiara sul suo sito internet (www.na-dastarcevic.it), anche al Prisma Medical di via Fieno 1 a Milano, non è iscritta all'Ordine Psicologi della Lombardia nè tantomeno all'Albo degli psicoterapeuti e non ha mai conseguito alcuna abilitazione. Lo conferma il professor Mauro Grimoldi, presidente dell'Ordine. «La signora non compare nei nostri elenchi e non ha titolo per definirsi psicoterapeuta. Una qualifica - chiarisce -che si ottiene con una specifica specializzazione di almeno quattro anni dopo la laurea. Prima ancora, per diventare psicologo in Italia è necessario laurearsi in psicologia, svolgere un tirocinio post laurea di almeno un anno, conseguire l'abilitazione all'esercizio della professione mediante esame di stato, iscriversi all'Albo professionale». Anche la signora Starcevic conferma di non essere iscritta all'Ordine e di non essere laureata in psicologia. Sabato mattina, contattata telefonicamente nel suo studio di Lecco, ci ha detto: «E' vero. Non sono iscritta all'Ordine. E' una mia scelta. Dopo essermi laureata in filosofia della psicologia a Milano, ho dovuto crescere mia figlia. Intanto ho seguito corsi e mi sono specializzata in sessuologia e in psicoterapia ipnotica. Ho pure brevettato una mia tecnica che grazie alla fisica quantistica cura la depressione». Parla di Palo Alto, tecniche ericsoniane, metodiche innovative, malattie psicosomatiche nella menopausa, ipnotismo... rimpiendoci di paroloni. Quando le facciamo notare che non si può esercitare una professione senza abilitazione nè usare un titolo se non acquisito, la signora Starcevic ci dà la sua interpretazione di leggi e norme. «Dal momento che non lavoro in una struttura pubblica non devo avere alcuna autorizzazione o abilitazione. Se si chiama libera professione spiega è proprio perché io sono libera di aprire un mio studio con la mia partita Iva: l'importante è pagare le tasse. Anche se uno vuol fare il podologo, lo può fare anche se non è medico, basta che faccia il suo bravo corso e paghi le tasse. Io poi insegno anche all'Università di Bologna e per questo sono professoressa». Monsignor Cecchin afferma di non sapere che la signora non ha i titoli e l'abilitazione per essere chiamata psicoterapeuta. «Ho lavorato e bene con Unitre, l'Università delle tre età - spiega il prevosto - Quando tre anni fa sono arrivato a San Nicolò, la signora si è presentata come presidente di Unitre Lecco e mi ha proposto di collaborare. Ho accettato. Ma col tempo certe cose hanno iniziato a non tornarmi, così lo scorso autunno, senza clamore, l'ho allontanata e i nuovi corsi sono stati organizzati con il Centro San Nicolò». Il prevosto confessa di non aver mai chiesto alla signora Starcevic di controllare i suoi attestati. «Sono andato sulla fiducia, essendo lei presidente di Unitre Lecco, un'istituzione che a Basilio, dove operavo, era molto seria». Ma a Lecco di fatto era formata dalla sola signora Starcevic che ha usato i corsi del parroco per farsi pubblicità e nuovi clienti. Franca Gerosa In alto la signora Nada Starcevic che si definisce sessuologa e psicoterapeuta. Ha uno studio in città in via Leonardo da Vinci 10 e un altro a Milano. Sopra il professor Mauro Grimoldi, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia; e monsignor Franco Cecchin che ha avuto al suo fianco la Starcevic per due anni prima di allontanarla

 14/03/2011 Giornale di Lecco Pag. 3

 (diffusione:10589, tiratura:12238)