Consuelor

Caterina Barletta: l’esercizio della professione è libero, anche un avvocato può inventarsi counselor 

Occhi aperti. Il consiglio arriva dalla dottoressa Caterina Barletta Rodolfi, psicologa e psicoterapeuta al Santa Maria Nuova, che raccomanda di informarsi nel dettaglio sul professionista a cui ci si rivolge. «E’ una regola valida in ogni ambito e a maggior ragione nel counseling, dove l’esercizio della professione è libero» spiega confermando che l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna ha già molteplici cause aperte contro chi varca il profondo ma sottile confine tra counseling e psicoterapia. «Conosco molti bravi counselor laureati in psicologia e specializzati con corsi appositi ma ne conosco altrettanti improvvisati - dice con piglio critico - molti provengono da altri ambiti, sono laureati in filosofia, avvocati, assistenti sociali, e non hanno alcuna idea delle basi della psicologia. Il rischio è quello che, non essendo veri professionisti, non sappiano rispettare il confine del counseling e non sappiano di conseguenza gestire e raccogliere le emozioni di chi hanno di fronte. Come Ordine continuiamo a interrogarci sul modo in cui poter tutelare i “pazienti” ma al momento non c’è modo: sta solo a loro studiare bene il curriculum del counselor e tenere gli occhi aperti: se in due o tre sedute massimo non si riesce a inquadrare il professionista, meglio cambiare».

La dottoressa Barletta conferma che anche in città è scoppiata una vera e propria moda non solo del counseling, ma anche del coaching. «Io stessa sono sport coach - approfondisce inquadrando la differenza di obiettivo - il counseling si focalizza su un problema concreto e ristretto legato alla gestione pratica della vita quotidiana, penso ad esempio alle relazioni familiari. Il coach invece lavora su un obiettivo da raggiungere, ad esempio aiutando uno sportivo nella gestione della concentrazione e delle emozioni per dare il meglio per tutto il corso del campionato. La psicoterapia poi è tutta un’altra cosa, è un percorso molto più complesso e profondo».

E’ legata a questa differenza di ambiti di interesse anche la durata delle terapie da cui dipende, ovviamente, un diverso investimento a carico del cliente. «Il mercato ora è libero in psicoterapia come nel counseling e nel coaching e la seduta in sé non è molto più economica nell’uno o negli altri - osserva - ciò che fa la differenza è il fatto che un percorso di counseling completo prevede circa sei sedute, mentre per la psicoterapia breve si va dalle venti alle cinquanta». (f.m.)