Disturbo dell'Ansia

20/09/2010
Quando non si è sereni e si vivono  forti emozioni, ansia, depressone, panico, può succedere di esprimere durante il giorno un pensiero simile al pensiero che caratterizza i nostri sogni quando dormiamo, ossia di tipo simbolico ed è per questo che, come nella fase onirica,  il pensiero ci sembra strano, a volte ci fa paura, anche perchè non lo comprendiamo.
  
Il nostro cervello possiede la capacità di eleborare un pensiero di tipo razionale, pratico, concreto e la capacità di elaborare un pensiero di tipo associativo, simbolico,istintivo. Il pensiero pratico è: esco di casa per andare al lavoro, vado a fare la spesa per mangiare. Il pensiero associativo è: mi avvicino al fuoco, mi scotto, da quel momento la sola visione del fuoco mi farà ricordare il dolore provato. Da quel momento la mente, i Neuroni Specchio, corteccia pre-motoria, assimila che il fuoco scotta e  rappresenta un pericolo, ci vuole del tempo perchè si superi l'idea che il fuoco è solo pericoloso e che si possa pensare anche che  fà luce e riscalda. Se una persona  ha vissuto una esperienza terribile, chiaramente il fuoco può essere vissuto come Trauma ed è associato ad un pericolo ancora più grande, in quel caso la sola parola "FUOCO" creerà gli stessi effetti di quando si è verificata l'esperienza traumatica. Di giorno il pensiero Razionale Concreto è prevalente, è meno espresso il pensiero Simbolico. Durante la notte, quando noi sognamo la situazione è capovolta. Ossia il pensiero affettivo, emotivo, di come noi abbiamo vissuto l'esperienza razionale del giorno, diventa l' espressione prevalente dei nostri pensieri. La fase del sonno si alterna in Sonno profondo e Sonno REM (rapid eye movements, che significa, movimenti oculari veloci) o Paradossale, ed è in questa fase che noi sognamo, pensiamo, la nostra attività  elettrica cerebrale è paradossalmente attiva come se il nostro cervello  fosse sveglio. Il pensiero associativo, emotivo, proprio in questa fase si esprime tramite simboli, metafore. Alcuni esempi: E' un periodo difficile di lavoro, con gli amici, nelle relazioni, uno delle infinità possibili del modo di pensare a queste difficoltà  vissute durante il giorno, durante il sogno, sarà di costruire un pensiero simbolico che faccia pensare di volare , se si desidera di superare o liberarsi  dei problemi, sentiti come pesi, che si vivono durante il giorno. Oppure si sogna di vivere una relazione intima, al risveglio si pensa di aver tradito, invece si è solo pensato di voler recuperare un aspetto della relazione intima che manca, chi vuole  tradire relmente, in genere lo farebbe durante il giorno, al massimo durante il sogno può pensare al senso di colpa, ma con una simbologia non affatto evidente. Quando si vive l'ANSIA o il panico e si è stati abituati nelle nostre relazioni quotidiane a controllare le nostre emozioni, i nostri sentimenti, (nella etimologia sentimenti deriva da sentire), la nostra biologia può anche esprime durante il giorno, un tipo di IDEAZIONE, di pensieri, di tipo ASSOCIATIVO  SIMBOLICO come il pensiero onirico. Per cui si può pensare di cadere, di sentirsi soffocare, di pensare di cadere giù da un posto alto e averne paura, di aver paura di forbici  e coltelli, ma non perchè si farà ciò che si sta pensando, ma  è un modo per esprimere una emozione che per l'individuo è importane e che si nega alla coscienza. In questo modo si esprime il  pensiero che fà paura in modo Simbolico, in quanto non lo si comprende, come nel SOGNO e allo stesso modo la  percezione si ferma sull'aspetto del segnale simbolico del pensiero. Ci si concentra sul pensiero e non sul siglificato.
  
Ansia: sintomi 

  

L’ansia ha sintomi riconducibili a tre grandi categorie. 

  

1) Sintomi somatici dell'ansia: 

  

  • dispnea e sensazione di soffocamento 
  • palpitazioni 
  • sudorazione o mani fredde e bagnate 
  • bocca asciutta 
  • vertigini o sensazione di sbandamento 
  • nausea, diarrea o altri disturbi addominali 
  • vampate di calore, o brividi 
  • pollachiuria (perdita del controllo della vescica) o degli sfinteri. 
  • tachicardia  
  • ipertensione  
  • mal di stomaco  
  • irrequietezza  
  • facile affaticabilità  
  • tensioni o dolenzia muscolare  
  • tremori  
  • contrazioni muscolari 

          2) Sintomi cognitivi dell'ansia: 

  

  • sentirsi nervoso o sul filo del rasoio 
  • risposte esagerate di allarme  
  • difficoltà di concentrazione 
  • sensazione di testa vuota  
  • incapacità a rilassarsi  
  • difficoltà di addormentamento  
  • irritabilita' (aggressività nei bambini)  
  • atteggiamento apprensivo  
  • paura di morire  
  • paura di perdere il controllo  
  • paura di non riuscire ad affrontare le situazioni  

Le risposte cognitive all’ansia sono pensieri negativi, per lo più irrealistici o esagerati nei confronti di particolari situazioni temute. Sono percezioni distorte della realtà, pensieri che anticipano una catastrofe a bassa probabilità (es. l’aereo su cui viaggerò potrebbe cadere). Questo genere di sintomi d'ansia può interferire negativamente con le abilità di pensiero comportando difficoltà nel ragionamento astratto, nella capacità di risoluzione dei problemi, nella capacità di pianificazione. 

  

3) Sintomi comportamentali dell'ansia: 

  

  • fuga (tendenza ad allontanarsi dallo stimolo ansiogeno) 
  • evitamento (messa in atto di comportamenti atti ad evitare uno stimolo ansiogeno). 

Tale disturbo è aratterizzato da uno stato emotivo molto spiacevole, gravato da tensione e nervosismo e accompagnato da sintomi fisiologici più o meno accentuati come palpitazioni cardiache, tremore, nausea, vertigini, cefalee (mal di testa), spasmi addominali e sudorazione fredda.

I termini ansia e paura vengono spesso usati indifferentemente per denotare un medesimo stato psicofisiologico. Ma l'ansia riguarda la sfera emotiva e la paura quella cognitiva. La paura cioè si riferisce alla valutazione (ipervalutazione) di uno stimolo minaccioso considerato tale soggettivamente mentre l'ansia riguarda la risposta emotiva a quella valutazione.
La paura entra in azione quando il soggetto è esposto fisicamente o psicologicamente allo stimolo esterno o interno che considera pericoloso (minaccioso) e l'attivazione della paura genera l'ansia. Ad esempio: se entro in ascensore potrei rimanere bloccato, se sono già in ascensore mi assale la tensione.

Se il fenomeno dell'ansia è visto dal punto di vista cognitivo, cioè dal punto di vista della testa che valuta lo stimolo minaccioso prima che si verifichi la reazione di ansia, diviene possibile poter gestire in tempi molto più brevi la cura del disturbo mediante interventi centrati sul problema  .

 
L'ansia è una esperienza drammatica che ognuno cerca di evitare compiendo passi per la riduzione dell'emozione e per prevenirne il ritorno.
Funzione dell'ansia è quella di innescare strategie di cambiamento per ridurre il "pericolo" o la "minaccia". I pensieri e le azioni che hanno successo nella riduzione del pericolo, riducono generalmente l'ansia, diversamente l'ansia persiste. Si attuano strategie come l'evitamento, o comunque comportamenti che allevino le tensioni.