La Coppia " e vissero (quasi sempre) felici e contenti ".

 Superare la rottura di una relazione affettiva.  
 
La relazione affettiva è uno degli aspetti più emozionanti nella vita di un essere umano.
Quando ci sentiamo coinvolti in un rapporto, di amore o di profonda amicizia, ci sentiamo bene
 Però il tempo cambia ogni cosa e può rompere gli equilibri iniziali: così come cambia il nostro volto cambiano le nostre relazioni. 

Sentiamo di sentirci legati a tutte le persone che ci sono più care, pur sapendo, dando per scontato, che può arrivare il momento della rottura,  che le cose possono cambiare. E' una eventualità legata al rischio di quando viviamo un legame affettivo. La paura è la trasformazione negativa del piacere, del desiderio.

 Quando succede un distacco, la fine di una storia, può accadere che alcuni, sono presi da un profondo senso di rabbia verso l'ex partner, concentrando il proprio dolore nel considerare quel vissuto negativo, rinnegando le situazioni positive vissute.

Alcuni hanno invece la tendenza ad  assumersi tutta la responsabilità della rottura (è tutta colpa mia). 

In altri tipi di persone a volte il dolore spinge a chiudersi in sè stasso, nell'isolarsi, ritenendo che mai più si potrà vivere una relazione bella e non ci sarà un "altro/a come quello/a"

A ltre volte si finge di non soffrire e si dice che, in fin dei conti, non ce ne importava poi tanto di quella persona (un po' come la volpe della fiaba che non arriva a prendere l'uva e dice che tanto era acerba).

 

Sono tutti modi molto frequenti di reagire e molto umani e comprensibili.

 

Per affrontare in modo sano la rottura di una relazione il primo suggerimento è di non concentrare il pensiero su "di chi è la colpa".

Dobbiamo riconoscere la sofferenza e accettare questo dolore: ci si sente abbandonati e si ha paura di rimanere soli, di aver sbagliato, fallito. Di non poter sopportare un'altra emozione di sofferenza simile.

 A volte si comunica cercando una propria ragione, è una lotta, ci si comporta come nemici. Ascoltarsi e non parlarsi sopra, sentire e riflettere su quello che si ascolta. Quando noi ci esprimiamo, può succedere, che dall'altra parte si risponde quasi per giustificarsi, o per imporre, per convincere delle  proprie ragioni (o limiti). Non si ascolta, non si riflette su  ciò che è stato detto. Si parla a volte per pregiudizi. Una relazione con queste basi è difficile, poichè si comunica sempre allo stesso modo senza capirsi, come se si parlassero lingue diverse.

Per rendere una relazione solida, è determinante considerare la capacità di superare insieme i problemi che il tempo può determinare e riflettere su come ci si parla, sulle soluzioni, non sulle mancanze. In genere ci si parla sopra, si cerca di giustificarsi. Quando parliamo, bisogna ascoltarsi, non cercare di imporre le proprie posizioni, ma riflettere su quello che si ascolta. Bisogna maturare assieme.

Proviamo a chiederci: Perchè mi sono comportato/a così? Perchè ho reagito così?

Essere consapevole dell' esperienza vissuta deve servire per non ripetere gli stessi errori ed è il modo per maturare. Non bisogna aver paura di comprendere i propri errori.