Non lavoro solo per una patologia.


COME PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA, NON LAVORO SOLO PER UNA PATOLOGIA SINTOMATICA: DISTURBO DELLA SESSUALITA', DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE, ecc., O CON UNA CATEGORIA DI PERSONE: SPECIALISTA IN DISTURBI DELL'INFANZIA, O DEGLI ADULTI.

A) Spesso sento o vedo scritto che  chi si occupa di psicologia si definisce anche specialista, riguardo ai sintomi, es. Sessuologo, specialista in disturbi del comportamento alimentare, o specialista per una categoria come per i bambini, per gli adulti. Questa delle specializzazioni andrebbe bene per la medicina e comunque avrei anche qui qualche dubbio. Io sono competente in psicologia e psicoterapia ed in questa branca non ha senso parlare di specializzazzione riguardo i sintomi, o se lavoro con  gli adulti, o i bambini. Si ricordi che fondamentalmente la diagnosi psicologica non dovrebbe essere sintomatica o descrittiva, ma esplicativa.

  

B) Andrebbe precisato, inoltre, che non è il metodo che usiamo in psicoterapia che ci caratterizza come psicoterapeuti, es Musico-terapeuta, arte-terapia, ippo-terapia,ecc., non è il mezzo usato, la tecnica (magica) usata che garantisce l'efficacia dei risultati. E' la capacità, la competenza del terapeuta che sceglie di usare quelle modalità con cui lui riesce a lavorare meglio ed avere più risultati con il paziente. Non è vero che esiste una tecnica, o una modalità che è meglio di un'altra. Ribadisco che è la competenza del terapeuta nel capire la problematica del paziente e la bravura nel decidere le modalità di lavoro (Analisi, Training Autogeno, Ipnosi, Biofeedback, ecc.) che sono più adatte ed opportune per il disagio e le dinamiche psicologiche che caratterizzano quel paziente.


Quando ho frequentato il corso di specializzazzione presso il CISSPAT a Padova, tenuto dal Prof. L. Peresson, lui ci raccomandava "quando si organizzano gli appuntamenti, di non disporre di seguito i pazienti che avevano la stessa patologia, ma alternarle, es. un nevrotico, uno psicotico. Un narcisista, con un disturbo borderline, un disturbo psicosomatico, ecc.". Questo perchè lavorare con una unica patologia, fa rimanere per parecchio tempo a lavorare con una unica dinamica psicologica e questo alla lunga potrebbe avere un effetto nocivo sullo psicoterapeuta, o di chiunque rimane per molte ore con l'attenzione rivolta solo a quel tipo di ragionamento e dinamiche psicologiche.

  

 Per questo motivo non lavoro solo con pazienti che hanno disturbi: di anoressia, o con disturbi psicosomatici, sessuali, o con bambini, o solo con adulti.


 Spesso queste conoscenze scientifiche sono state, come spesso succede, usate per scopi non positivi.

Considerate che quando nei regimi totalitari si volevano annullare gli oppositori, li facevano rinchiudere in strutture dove erano ricoverate persone con gravi psicopatologie con cui dovevano unicamente convivere 24 ore su 24. 


 

 

La prima vittima dell’utilizzo della psichiatria per fini politici in URSS fu Maria Spirindov, rivoluzionaria e terrorista, leader del partito di sinistra SR (Socialisti Rivoluzionari), rinchiusa nell’ospedale psichiatrico per ordine di Dzerzinskij nel 1921.

  

Uno dei primi ospedali psichiatrici in cui venivano trattenuti i prigionieri per cause politiche fu quello di Kazan’. Dal 1940 al 1970, nelle corsie di questo ospedale psichiatrico carcerario morirono 1802 pazienti, di cui 470 erano stati condannati ai sensi dell’articolo 58 del CP RSFSR e dell’articolo 54 del CP RSSU , ovvero per motivi politici. Nella colonia penale n°5, che si trovava sull’isola di Svijazhsk e che dal 1956 divenne un ramo dell’ospedale psichiatrico di Kazan’, dalla fine degli anni Trenta sino agli anni Settanta del secolo scorso morirono 3087 prigionieri.

  

Dopo la morte di Stalin il sistema dei campi di lavoro cadde progressivamente in disuso e la detenzione dei prigionieri comuni e politici avvenne attraverso nuove forme, in particolare con l'internamento in ospedali psichiatrici e il domicilio coatto.

  

L’Osservatorio per i diritti umani ha lanciato l’allarme: un alto numero di dissidenti politici vengono detenuti in ospedali psichiatrici. L’Urss non esiste piu’, ma alcuni suoi metodi sembrano non passare di moda, ne e’ un esempio la Repubblica popolare cinese dove, inspiegabilmente, a molti contestatori del regime vengono diagnosticati disturbi di carattere psicologico e di conseguenza, vengono trattenuti in ospedali psichiatrici.

 

La World psychiatric Association (Wpa) decidera’, durante il prossimo congresso di Yokohama, una risoluzione di condanna contro gli abusi perpetrati in Cina chiedendo al goveno di Pechino di permettere alla Wpa l’invio di un’equipe per accertare le reali condizioni dei detenuti politici. Alcune statistiche riportano che oltre il 15 per cento dei detenuti degli ospedali psichiatrici sono oppositori politici (membri del Falun Gong, sindacalisti).

 

 

E’ emblematica la storia di Wang Wanxing, arrestato nel 1992 per aver esposto uno striscione che commemorava il terzo anniversario della rivolta di piazza Tiananmen, a cui e’ stata diagnosticata, dall’Ankang Psychiatric Hospital, una ‘abnormalita politica’ che gli e’ costata una lunga detenzione in ospedale psichiatrico. La moglie di Wang ha chiesto a gran voce la liberazione del marito, temendo che possa essere ucciso all’interno dell’ospedale.